
Storia curiosa di questo movimento civico. Ieri, in data 25 ottobre 2024, il noto gruppo civico Stanchi dei Soliti, capeggiato dal rivoluzionario Andrea Arcuri, esce dalla maggioranza con 3 dei 4 che sostenevano l’attuale sindaco Enzo Voce.
Di seguito, per correttezza, riporto per intero tutto il loro comunicato ufficiale:
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘂𝘀𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮. 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼.
Da oggi Stanchi dei Soliti lascia la maggioranza consiliare. Le motivazioni sono riconducibili a una sola ragione: la maggioranza ha imbarcato al suo interno persone elette nell’opposizione, scendendo quindi a compromessi rispetto ai principi originari che ci hanno permesso di vincere le elezioni.
In questa “nuova” maggioranza c’è Antonio Megna, delegato su Papanice, Danilo Arcuri, ex candidato a sindaco proprio contro Vincenzo Voce. Il loro passato politico è in continuità con la Giunta Pugliese, che invece dovrebbe rappresentare l’antitesi del governo Voce. Eppure, questi consiglieri, 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲, oggi vengono accolti a braccia aperte dalla maggioranza.
Altrettanto preoccupante è la vicinanza alla maggioranza di Marisa Luana Cavallo, eletta addirittura con la Lega. Infine sono sull’orlo della maggioranza anche alcuni consiglieri di Forza Italia.Un movimento che si chiama Stanchi dei Soliti non può accettare tutto questo.
Saremmo ipocriti se dicessimo che la giunta Voce non ha contribuito allo sviluppo della città. Crotone è una città nuova e diversa da quella che abbiamo ereditato. Finora abbiamo raggiunto 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲: riapertura del Castello di Carlo V, delle strutture sportive e del Teatro Comunale; l’apertura di cantieri rilevanti come la strada Tufolo Farina, la piscina Coni ed i primi passi dell’università. Abbiamo attuato anche altre iniziative di decoro urbano nelle periferie (Jorit e altri murales) o la pedonalizzazione di Piazza duomo.
Progetti importanti ma sicuramente non prioritari rispetto ai due grandi temi di Crotone: il servizio idrico e la bonifica, problematiche trentennali su cui ci saremmo aspettati una maggiore incisività della Giunta. Le nostre proposte sul servizio idrico, come il ripristino dei serbatoi idrici in località di San Giorgio e l’avvio di una negoziazione forte con SORICAL, sono state totalmente ignorate. Continueremo ad avere carenze idriche in piena estate, e 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗮𝘃𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶 a Crotone continuerà a mancare l’acqua.
𝗦𝘂𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗯𝗼𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗱𝗲𝗮 di proporre un Referendum Popolare e l’avvio di una negoziazione con la Regione per proporre la prima 𝐿𝑒𝑔𝑔𝑒 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝐶𝑟𝑜𝑡𝑜𝑛𝑒 a tutela del nostro territorio. Era questo l’intento di Iginio Pingitore, non quello di sostituirsi al legislatore regionale, bensì esprimere a gran voce la posizione del territorio: basta impianti di smaltimento, senza scuse e senza deroghe (ad oggi numerose nel Piano Regionale dei Rifiuti). Altrettanto ignorata è stata la Riforma delle Commissioni consiliari, 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘁𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗳𝗶𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶 € 𝟮𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗶 di gettone, senza perseguire risultati concreti. Siamo l’unico Comune in Italia in cui le commissioni si tengono alle 10:00 del mattino, in cui possono presenziare soltanto consiglieri che non hanno altra occupazione o che usufruiscono continuamente di permessi lavorativi, a scapito dei datori di lavoro. Per queste persone – di cui la maggioranza è piena – la politica è diventata una professione.
Non è questa la nuova Crotone che abbiamo promesso ai cittadini, che dall’esterno non percepiscono questi problemi, atavici e reali.
Nonostante ciò, siamo convinti che Vincenzo Voce vincerà le prossime elezioni, perché i cittadini, abituati a decenni di nulla cosmico, oggi beneficiano di una città diversa. Sui problemi atavici, però, siamo ai nastri di partenza.
Da un punto di vista elettorale stiamo quindi 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶, rinunciando a una vittoria quasi scontata alle prossime elezioni. Ma se vincere significa stralciare i nostri valori ed i nostri principi -imbarcando in maggioranza di tutto e di più – preferiamo metterci da parte, 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮, 𝗺𝗮 𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗮.Siamo il primo gruppo politico della città che rinuncia a governare perché i nostri valori sono stati calpestati. Noi ci crediamo davvero in quello che raccontiamo ai cittadini.
Ringraziamo con estrema lealtà gli assessori 𝗙𝗶𝗹𝗹𝘆 𝗣𝗼𝗹𝗹𝗶𝗻𝘇𝗶 𝗲 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗿𝗶𝘀𝗲 per il lavoro finora svolto e l’abnegazione in questo percorso amministrativo. La loro presenza in giunta, non più riconducibile a Stanchi dei Soliti, da oggi in poi dipende soltanto dalla volontà del sindaco.
La nostra posizione in consiglio sarà obiettiva: i progetti a favore dalla città troveranno pieno accoglimento. Ma nessuno potrà più contare su una fiducia incondizionata o sulla nostra presenza soltanto perché mancano i numeri. La fiducia andrà conquistata provvedimento su provvedimento.
Come avrete intuito non dobbiamo partecipare alle prossime elezioni a tutti i costi. Se si presenteranno le condizioni, con persone 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 in linea al civismo, ci saremo, altrimenti ci metteremo da parte.
Abbiamo iniziato a fare politica per passione e, sempre per passione, siamo disposti a finire il nostro percorso.
𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗔𝗿𝗰𝘂𝗿𝗶
𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶
𝗜𝗴𝗶𝗻𝗶𝗼 𝗣𝗶𝗻𝗴𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲
𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻 𝗣𝗿𝗶𝘀𝗺𝗮
Ora provvediamo all’analisi logica del loro comunicato. Fermo restando il pieno rispetto della loro ideologia, a lettura avvenuta più che un atto rivoluzionario sembra più un atto suicida di tipo kamikaze le cui conseguenze saranno ovviamente catastrofiche, più per loro che per il resto della maggioranza. Perché? Perché siamo ad un anno dalle elezioni, e non c’è interesse a far cadere il sindaco, in qualsiasi posizione che ti ritrovi. Perché la città di Crotone non può permettersi un ulteriore commissariamento, che si è dimostrato nel 2020 letale per alcune forze, diciamo, tradizionali. Perciò la prudenza, e non per fare un favore a Voce stesso, ma per la frammentarietà di un elettorato, a parte i nostalgici (diminuiti) che andrà del tutto ricostruito. Il che rende questo atto più una supercazzola che un evento scioccante.
Non me ne voglia il capo politico, ma l’esplosione della bomba del giorno dopo non è avvenuta. Semmai timide risate e spernacchiamenti, anche se vengono riconosciute alcune buone intenzioni.
Nella sostanza, alla base della diatriba, ci stanno 3 ragioni, di cui due a lungo termine: la bonifica e la questione degli impianti idrici pubblici, che però sono grovigli burocratici che durano da decenni, e chi può sbrogliare non si trova a Crotone ma in piani molto più alti. Il consiglio comunale sulla bonifica ha sancito questo aspetto.
Ho l’impressione che il buon Andrea, seguito dagli altri, ha dimenticato che una rivoluzione politica è prima di tutto una rivoluzione culturale, e non sei tu a portarla avanti se in una democrazia non godi di un largo consenso popolare. I voti portati alle scorse elezioni non sono stati frutto della popolarità di Stanchi dei Soliti, ma del lavoro mediatico fatto dallo stesso Enzo Voce sin dai tempi della sua lista civica Classe Differente, e lui ha saputo cogliere nei momenti clou la chiave per accrescere la sua popolarità a differenza di Stanchi dei Soliti che hanno preferito dormire tra il 2011 e il 2020.
Riprende un cenno di popolarità grazie all’elezione di Voce, ma la politica mostrata sulla loro pagina Facebook è molto viziata dalla demagogia e dal superfluo, come il caso delle accuse contro un circo senza aver verificato di persona il maltrattamento degli animali, visione questa da telereality perché le accuse nella realtà devono essere provate. E intanto il suddetto circo paga la tassa del suolo pubblico, che all’ente Comune conviene e loro fanno parte della maggioranza. C’è da uscire matti solo a seguirne la logica. Questo giusto per citarne una.
Stanchi dei Soliti negli anni del sindaco Voce, vero, ha fatto e votato delle iniziative, dimostrando una fedeltà coraggiosa e commovente a tratti. Ma non ha accresciuto la propria popolarità, uscendo dai banchi del consiglio e proponendosi con il proprio banco in mezzo alla strada.
Sì, perché nel 2011 la chiave del loro primo consenso furono la strada e la piazza.

Dal 2020 ad oggi, hanno preferito Whatsapp e Facebook, e in alcuni casi hanno sfoderato nel confronto politico con qualche probabile elettore una saccenza, accompagnata da qualche improbabile esorcismo, che ha infastidito. Io, dal canto mio, la prendo a ridere, ma c’è chi si è offeso. Certo, perché dà sempre fastidio essere trattati come il bambino scemo e loro gli insegnanti di moralità.
Basta vedere come colpiscono gli avversari nel comunicato con tanto di nome e cognome, dimenticandosi (ma in realtà non le conoscono) che certe realtà politiche avversarie nascono non perché sono frutto di delinquenze criminali, ma di necessità storiche e opportunità anche politiche. Prendersela con la Marisa Cavallo perché è stata eletta (con più voti di alcuni dei Stanchi) nelle fila della Lega è stato ipocrita. Perché è risaputo che certe firme per convocare il Consiglio su argomenti proposti da loro hanno necessitato della firma anche della signora in questione, che però non ha questo enorme potete di influenza tale da sconvolgere le sorti del sindaco.
Per correttezza, anche Antonio Megna e Danilo Arcuri sono stati nominati e hanno la colpa evidente di essere stati candidati dalle liste organizzate da quell’Enzo Sculco tanto detestato politicamente da Stanchi dei Soliti (in verità è più un pallino ossessivo del suo leader), tanto da far capire a me da semplice elettore che in tutto questo tempo non hanno capito che cosa sia successo realmente in questo caos che hanno di fatto reso più ambigue agli occhi della gente questi rapporti istituzionali.
Un sindaco, per quel che se ne possa dire, ha il dovere di dialogare con tutti, anche con gli oppositori. Se poi questo dialogo permette di riparare su piccole cose in città, vuol dire che si è creato un piccolo patto da gentiluomini., Eticamente è discutibile, ma se hai bisogno della democrazia funzionante devi anche dialogare e prendere atto che il Megna o la Cavallo magari hanno conoscenze territoriali che possono servire a salvare la faccia all’Ente. Non è che l’opposizione non serva a nulla, e anche loro hanno un elettorato che devono rispettare. Anche se non piace ad Andrea.
Poi ovviamente il comunicato spiega anche altre cose, ma è contorto nel pensiero. il risultato finale è più quello di un capriccio piuttosto che di una visione politica vera. La prova sta nel volersi arroccare in una posizione che diventa, di fatto, suicida.
Fatti loro, direbbe un saggio.
Ma il sottoscritto la pensa diversamente, perché nel 2011 Stanchi dei Soliti rappresentò un piccolo punto di rottura, anche se prese poco più di mille voti. Rappresentava un qualcosa che partiva dai giovani che volevano costruire qualcosa d’importante per la città di Crotone. Avevano il gusto della provocazione intelligente. Ci si poteva parlare.
Poi qualcosa si è spento. Sostituito dallo scontato e dalla presunzione, e dalla falsa convinzione che la popolarità si possa tradurre in patrimonio di voti. Mai visione fu sbagliata, perché anche lo scemo del villaggio è popolare-

Vi siete vantati ad un certo punto di essere addirittura più liberi degli altri. Ma da ieri molti hanno visto le vostre catene. Le catene alle quali i vostri fantasmi passati vi hanno attaccato. E reso prigionieri di una visione che non vede la complessità del mondo attuale.
Alla fine, trovo che sia giusta la vostra uscita. Il principio etico può essere sacrosanto, ma la verità è che credevate di avere il controllo su una città che non diventerà mai a vostra immagine e somiglianza. Perché con i protagonisti di questa città non ci parlate, Anzi, appena avete un confronto acceso replicate con un fare arrogante e di poca classe, soprattutto verso chi conosce un po’ di più la città per quanto riguarda le persone.
La politica è il dibattito del futuro ed è il confronto sul presente. Puoi essere di destra, di sinistra, di sopra e di sotto. Puoi essere democratico o monarchico, ma devi sapere essere come il fiume che scorre. La roccia viene consumata dall’acqua. Potevate essere una roccia, ma alla fine siete granelli di sabbia. Le mie parole sono feroci e cattive, ma perché io ho sempre creduto nei punti di rottura per scuotere le anime. Credevo di vedere un modo di vedere la vostra politica come qualcosa di eccitante poiché erano passati anni e credevo che ci fosse stata della crescita intellettuale. Ma c’è stato un passo indietro enorme, bruciando la chance di dimostrare, tra tante difficoltà, che eravate diversi dagli altri. Ma la catena del capriccio ha avuto la meglio su di voi. Il che vi rende la dimostrazione che siete la perfetta dimostrazione della teoria di Michel Houellebecq sulla mutazione del soggetto politico nel mondo odierno. E siccome sono un estimatore di Houellebecq, per me, blogger da strapazzo, resta una misera soddisfazione.
Buona fortuna per tutto, con un pronto augurio di serenità- Sì, perché di quella ne avete enormemente bisogno. In mancanza di un elettorato.
Aurelien Facente, 26 ottobre 2024

















